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                                                   Cenni storici
Le origini dei primi insediamenti a Riccione sono datate II se. a.C., la città sviluppò durante il periodo dell'impero romano, essendo la città ubicata sulla via Flaminia ed accanto ad una delle più importanti città romane del tempo ossia Rimini, era principalmente una città di sosta, chiamato Arcione.
Nel 1260 si insediò a Riccione la famiglia fiorentina degli Agolanti, legati ai signori di Rimini Malatesta e dei quali rimangono tutt'ora i resti del castello sulle colline della città, divenendo così borgo medioevale. Attorno al '600 lungo la spiaggia erano ubicate delle torri di guardia a difesa del territorio dalle scorrerie dei pirati, conservati tutt’ora il testo con le regole da seguire in caso di avvistamento di estranei provenienti dal mare (naufragi da mettere in quarantena o sbarchi ostili).

Questo gruppo di case costituiva il primo nucleo di quella che sarebbe poi diventata la città di Riccione, nome che con tutta probabilità potrebbe proprio derivare dalla definizione della sella del cavaliere "salire in arcione".
Dal Cinquecento all'Ottocento si assiste ad una espansione della spiaggia, della quale non si sapeva cosa fare... Addirittura si segnalano utilizzi di parte dell'arenile come campi per risaie. Le origini del turismo a Riccione risalgono alla fine dell'ottocento quando cominciarono a sorgere in città eleganti residenze. Notevole influsso sullo sviluppo di residenze che erano le seconde case di ricchi personaggi del bolognese, venne dalla linea ferroviaria Bologna Ancona.
I primi segnali di autonomia da Rimini si ebbero nel 1862, quando, per opera del parroco don Luigi Tonini, la piccola frazione era riuscita ad ottenere una propria fermata ferroviaria.
Da qui una continua crescita grazie anche al fondamentale aiuto della benefattrice Maria Boorman Ceccarini che contribuì al rifacimento del porto canale, alla costruzione dell'ospedale intitolato al marito Giovanni Ceccarini e all'asilo per l'infanzia che porta ancora oggi il suo nome e tante altre opere sociali. Nel 1901 si inaugurò il primo albergo.
Nel 1922 Riccione ottiene l’autonomia comunale e gli anni che seguono segnano la nascita e l’evoluzione delle strutture balneari, nonché di una vera e propria industria del divertimento con numerose infrastrutture e alberghi.
Benito Mussolini nel 1934 vi comprò una villa per le vacanze (ricavata da due proprietà che vennero unite con chiusura di una strada) e che divenne sua residenza estiva per dieci anni, una parte della quale tutt'ora esiste, lasciata in degrado per anni e recentemente egregiamente restaurata. Spettacolari le sue presenze, con arrivo in idrovolante e con la presenza di una nave da guerra al largo della costa. Negli anni '30 la città contava già un afflusso medio annuale di 30.000 turisti e più di 80 strutture alberghiere, ma le ville ricche di verde che avevano fatto definire questa località la Perla Verde dell'Adriatico, avevano già iniziato a cedere il posto ad una pressante speculazione edilizia che ne ha lasciate poche all'originale progetto. La seconda guerra mondiale passa da qui non senza danni e caduti.
 Vivace centro artigianale e industriale, vanta numerose attività commerciali, legate al turismo.
Oggi a Riccione risiedono circa 35000 abitanti e ci sono più di 400 alberghi.